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Colloqui d’ascolto e counseling individuale

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Che cos’è il Counseling?

Dall’etimologia latina dove “consulo” significa venire in aiuto, avere cura di, nell’accezione del consolare mettendo l’attenzione sull’ascolto, la non invadenza dell’altro, all’accompagnare e sostenere.

Dall’inglese  “to counsel” viene tradotto sui moderni vocabolari come ”to listen and give support to someone with problem”, cioè dare ascolto e supporto a qualcuno che ha problemi, ma non dare consigli.

La British Association for Counseling (BAC) ha fornito la seguente definizione: si stabilisce una relazione di counseling quando una persona, che riveste temporaneamente il ruolo di counselor, offre o accetta esplicitamente di offrire tempo, attenzione e riguardo ad un'altra persona o a più persone. Compito del counseling è fornire al cliente l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiare modalità del vivere più proficue e improntate all’ottenimento di un maggior benessere.

(Counseling.Definitions of Terms in Use with Expantion and Rationale.1991)

La psicologia umanistica, da cui prende origine il counseling, lo definisce una relazione d’aiuto connotata professionalmente, in cui la centralità è   “sul cliente/paziente”; l’aiuto non consiste nel dire all’altro “cosa fare”, ma nel fargli comprendere la sua situazione e nel facilitarlo a gestirla nella massima autonomia possibile.

L’OMS ha individuato il counseling come modalità di approccio sia in ordine alla prevenzione che alla cura definendolo come “un processo di dialogo e di interazione duale attraverso il quale il consulente aiuta il consultante a prendere delle decisioni e ad agire di conseguenza, oltre ad fornire una accurata ed attenta informazione ed un sostegno psicologico adeguato. Il counseling è diretto ad aiutare il paziente in un momento di crisi, ad incoraggiare cambiamenti nel suo stile di vita, se necessario, proponendo azioni e comportamenti realistici…..

 

Il processo di Counseling

Si può dire che il termine counseling non ha un corrispondente nella lingua italiana.

Il counseling è sviluppato negli anni settanta come strumento di lavoro in ambito psicosociale. Con esso si indica un processo di interazione tra due persone, di cui una è in difficoltà, tale processo è orientato a far prendere coscienza della propria situazione in modo da poterla gestire fino a giungere alla soluzione della stessa. Si tratta quindi di un intervento che favorisce il cambiamento e sollecita le risorse del soggetto stesso. Si differenzia da altri tipi di intervento, orientati piuttosto a fornire suggerimenti o risposte, che richiede, in chi aiuta, disposizione e abilità specifiche. Infatti il counseling è un insieme di tecniche, abilità, atteggiamenti per aiutare le persone a gestire i loro problemi utilizzando le loro risorse, l’ethos dominante è agevolare più che offrire consigli.

E’ un processo che affronta in modo olistico problematiche individuali, sociali, culturali.

Questo metodo di lavoro utilizza sentimenti, pensieri, emozioni, percezioni, conflitti interni ed esterni. L’obiettivo ultimo è incrementare l’autonomia della persona, per far sì che apprenda questa modalità come importante per cambiare e migliorare la propria qualità di vita.

L’articolo della rivista “ STARBENE” dell’aprile 2005, descrive il counselor come la figura professionale (tre anni di formazione presso un Istituto qualificato e riconosciuto) che si occupa di un singolo problema/crisi posto dal cliente, lo aiuta a trovare una soluzione possibile, analizzando assieme la situazione, esplorando il problema da vari punti di vista, chiarificandolo, in modo che il cliente stesso, in questo percorso, ne trovi la soluzione la più adatta e sostenibile per sè.

Si parla di proposito di “cliente” e non di “paziente”, perché il tipo di rapporto è di tipo quasi paritario. Chi chiede questo tipo di aiuto non vuole mettere in discussione tutto quello che ha fatto fino a quel momento, la sua storia personale o scavare in profondità alla ricerca delle ragioni del suo comportamento: vuole invece impegnarsi in prima persona per risolvere ciò che lo preoccupa o lo lascia dubbioso. Ha come obiettivo finale l’elaborazione da parte del cliente di strategie decisionali e di maggior consapevolezza di sé, delle proprie risorse del proprio potere personale nelle scelte di vita e nelle relazioni.

 

Il percorso di Counseling

Consiste in uno o più incontri (in genere 10-12), di ascolto e facilitazione della consapevolezza, di empatia, di ricerca della risoluzione di problemi e presa di decisioni.

L’incontro è, mediamente, di 50 minuti con frequenza settimanale, ciò viene concordato durante il primo incontro.

E’ sempre bene, scegliere soltanto un professionista che abbia frequentata una scuola riconosciuta e qualificata.

 

Perché scegliere il Counseling

  • per chi non vuole mettere in discussione la propria vita
  • per chi ha solo un problema/disagio/crisi da risolvere
  • per chi vuole capire meglio ciò che gli sta succedendo
  • per chi vuole occuparsi di un aspetto della propria vita per un breve periodo
  • per la persona “sana” che vuole continuare a star meglio
  • per chi decide di farsi delle “coccole”
  • per chi ha deciso di raccontarsi ad una persona esperta
  • per chi vuole un confronto paritario
  • per chi non vuole consigli ma fare esperienza di sé
  • per chi vuole aiutare ad aiutarsi
  • per chi sceglie qualcosa sopra e vuole limitare i costi

……………

 

“Il rapporto di counselig è una situazione in cui il calore umano, accettazione obiettiva e assenza di ogni coercizione o pressione personale da parte del counselor permettono l’espressione più libera di sentimenti, comportamento e problemi da parte del cliente”.

Carl Rogers

 

 

 

Fermati e rifletti...

E’ dunque questa la vita, conoscere la gioia solo per temere di vederla fuggire? Il prezzo della felicità sta nel timore di perderla”.
(Richard Paul Evans)
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